Siamo ormai abituati a pensare che gli articoli scritti per i blog dei siti debbano essere di vantaggio alle aziende e questo è vero; il sito aziendale è una vetrina in cui si può far comprendere la validità dei prodotti o dei servizi offerti.

C’è, però, anche un’altra visione che andrebbe tenuta in considerazione ed è l’utilità che ha l’articolo per chi lo leggerà e questo è un parametro che non sempre viene tenuto in considerazione.

Ogni settore ha il suo linguaggio che, in genere, è un linguaggio tecnico che le persone che non fanno parte del settore specifico fanno fatica a comprendere quindi, nello scrivere un articolo, occorre ricordare che alcune cose andrebbero spiegate.

Spiegare termini tecnici o scientifici è sicuramente un lavoro utile non solo per rimarcare la validità dell’azienda ma anche e soprattutto, per dare un servizio al lettore.

Alcuni esempi dai miei articoli:

CLASSI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

Sulla base della Direttiva Europea, in Italia, con il Decreto Legislativo 192 del 2005, con l’intento di incentivare la progettazione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica, si stabilisce l’obbligo della certificazione energetica degli edifici grazie al rilascio di un attestato, l’Attestato di Prestazione Energetica, in acronimo APE, che fa riferimento alle Classi Energetiche degli edifici.

In base alle linee guida per la certificazione energetica degli edifici del DM 26-06-2015, per definire la classificazione energetica dell’immobile si fa riferimento all’ indice di prestazione energetica rinnovabile (EPgl), che considera:

  1. la climatizzazione invernale ed estiva,
  2. la produzione di acqua calda sanitaria,
  3. la ventilazione

ai quali si aggiungono per gli immobili non residenziali, l’illuminazione artificiale ed il trasporto di cose o persone.

La classe energetica, quindi, è la certificazione del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile dell’immobile. La scala di classi cui si fa riferimento è composta da 10 classi che vanno dalla prima classe, la A4, alla classe G.

  • Classe    A4: minore o uguale a 0,40 EPgl
  • Classe    A3: maggiore di 0,40 EPgl e minore o uguale a 0,60 EPgl
  • Classe    A2: maggiore di 0,60 EPgl e minore o uguale a 0,80 EPgl
  • Classe    A1: maggiore di 0,80 EPgl e minore o uguale a 1,00 EPgl
  • Classe   B: maggiore di 1,00 EPgl e minore o uguale a 1,20 EPgl
  • Classe   C: maggiore di 1,20 EPgl e minore o uguale a 1,50 EPgl
  • Classe   D: maggiore di 1,50 EPgl e minore o uguale a 2,00 EPgl
  • Classe   E: maggiore di 2,00 EPgl e minore o uguale a 2,60 EPgl
  • Classe   F: maggiore di 2,60 EPgl e minore o uguale a 3,50 EPgl
  • Classe      G: maggiore di 3,50 EPgl

Per le nuove costruzioni, i dati per la procedura di calcolo, vengono reperiti dal progetto e noi di Solcase siamo estremamente orgogliosi di poter dire che le nostre costruzioni possono essere ritenute all’avanguardia rientrando appieno nelle classi A.

Quando acquistate un appartamento o una villetta da Solcase, oltre ad avere la certezza che l’iter di legge è stato seguito perfettamente, potete anche contare, per gli anni futuri, su un forte risparmio sui costi di conduzione nonostante il vostro confort sia al massimo e senza emettere sostanze che possano creare un danno ambientale.

CARTOGRAFIA DELLE VARICI DELLE GAMBE, STUDIO DEL CIRCOLO VENOSO

Fino a qualche anno fa, quando si evidenziava un problema di varici alle gambe, l’unica soluzione proposta era da individuarsi in una tecnica definita ‘stripping venoso’ che consisteva nella rimozione dei segmenti danneggiati della vena safena che va dall’inguine alla caviglia.

Questa tecnica demolitiva è stata descritta per la prima volta nel 1907 da un medico americano, il Dr. Babcock e può essere effettuata solo se il sistema profondo non è danneggiato per cui, prima di procedere, occorre effettuare esami come l’ultrasonografia doppler o una flebografia che è un esame radiologico con mezzo di contrasto.

Il nuovo metodo conservativo

Con l’avanzare del tempo e grazie agli studi del Dr. Claude Franceschi, che già dagli anni ’80 dello scorso secolo ebbe l’intuizione di utilizzare un sistema di diagnostica che impiegasse sia il doppler sia l’ecografia, per effettuare lo studio del circolo venoso delle gambe, la tendenza è quella di utilizzare l’EcoColorDoppler, un sistema di indagine per definire una mappa precisa dello stato delle vene del soggetto in esame.

La cartografia delle varici delle gambe, quindi, è un sistema di diagnostica emodinamica dell’insufficienza venosa degli arti inferiori che si prefigge lo scopo di andare ad individuare i punti carenti nel deflusso sanguigno venoso attraverso l’esplorazione della vena femorale comune, superficiale e profonda, delle vene tibiali, della cross safeno-femorale e lo studio del tronco safenico interno.

Quali rimedi adottare

Grazie allo studio del circolo venoso ed alla cartografia delle varici delle gambe è possibile cercare di rimettere in funzione il circolo venoso senza ricorrere per forza alla chiusura o alla rimozione delle vene  adottando un sistema d’intervento mirato che permetta di salvaguardare e conservare il più possibile e ripristinando la corretta funzionalità di drenaggio del sistema venoso.

Nel suo nuovo studio nel Centro Piero della Francesca in corso Svizzera 185/bis a Torino, il Dott. Giorgio Ovidio Bitossi, chirurgo vascolare di grande esperienza, potrà consigliarvi al meglio su come intervenire e, grazie alle moderne macchine in dotazione, potrà risolvere il vostro problema adottando la tecnica più adatta.